I nostri e vostri racconti

UN’ESPERIENZA DI SOGLIA

IN BILICO Un trillo giunge attutito. Deve essere la sveglia delle 7.  Mi sento inspiegabilmente lieve. Sono nel letto? Non so, non credo … mi sembra proprio di essere sul soffitto della stanza.  Da qui seguo i movimenti, odo spezzoni di frasi ovattate, osservo scorrere immagini. La mamma ha dormito nel letto accanto al mio. Si alza, si avvicina, controlla il sacchetto in plastica appeso al letto in ferro. Il viso è allarmato e scorgo il lembo posteriore della vestaglia celeste sgusciare in fretta fuori dalla porta. Sbuca un camice bianco con lunghi capelli neri, si china, verifica il livello del sangue, poi corre fuori. Il letto mi pare bianco e vuoto, uno spazio immobile attorno a cui tutto ruota. Non ho la forza di agitarmi né di parlare, capisco che non posso farci nulla. Mi sento come un pesce che galleggia in una bolla d’acqua, dove i rumori sono attutiti. La mamma alza la cornetta e bisbiglia a mio marito di venire subito. Con me, la sua voce remota si sforza di apparire rassicurante. Mi sento leggera, sospesa, mi sembra che niente mi riguardi. Nella penombra, lame di luce orizzontali si insinuano nella stanza e vanno a conficcarsi negli

DISINTEGRARSI

Gira per casa, inquieta. Ghermita da dietro e sospinta di continuo: è tardi, devo sbrigarmi. Cosa devo fare ora? Ma dove avrò messo…Un formicolìo zampetta dentro lo stomaco, sale in gola, le taglia il fiato. Si muove andando di qua, di là come abbrancata a tratti da fredde raffiche che la sfiorano, la fanno vacillare. Cerca gli occhiali, la penna. Dov’è la borsetta? Era qui adesso. E un grumo nero cala nel centro della testa e offusca la vista. Poi si riprende, spegne luci, sistema oggetti, li ricolloca un po’ più in là, in uno spazio che fluttua ampio. Abbassa le tapparelle a metà pomeriggio, per accorciare il giorno che non ha più contorni. Apre l’anta del cassettone in sala. Tira fuori una pila di fotografie…tanti viaggi estivi, mai sistemati…Le capita in mano un’immagine del gruppo di amiche, informe grigio-blu, qualche testa bianca, immerse in una bruma opalescente. Il ghiacciaio alle spalle, lei nella k-way scarlatta, un sorriso folgorante. In cascina, all’ombra del grosso albero avvicina ai nipotini eccitati i rami da cui svitare verdi fichi turgidi. Dal ciliegio accanto, lui raccoglie i frutti rosso lacca in un cesto, mentre una forte brezza scompiglia le ginestre sul declivìo. Foto di