La scuola che vogliamo

MARIA MONTESSORI

MARIA MONTESSORI TRA AMORE E LIBERTÀ Riprendendo le parole di Tatiana Tolstaja: «Il cammino percorso dalla Montessori è il cammino della libertà. Gli strumenti che impiega sono la conoscenza ovvero la scienza. E la luce sotto la quale lavora è la luce dell’amore». Le parole della figlia di Lev Tolstoj descrivono e sintetizzano alla perfezione l’opera e la vita di una delle più influenti scienziate del secolo scorso. La vita di Maria Montessori, infatti, è stata improntata alla continua ricerca della libertà e all’insegnamento dell’amore come fondamentale esistenziale. La libertà intesa come autonomia individuale è uno dei principi cardine del suo metodo. Il bambino, infatti, deve essere libero di sperimentare per conto proprio, poiché è solo attraverso l’autonomia che si possono sviluppare la creatività e le altre doti presenti nella natura dei bambini. La libertà poi è la base dalla quale emerge la disciplina, è attraverso il metodo che l’allievo fa sue le qualità necessarie per imparare a moderarsi da solo e a seguire le regole quando necessario. In questo contesto l’insegnante è il “regista” che struttura l’ambiente, ponendo sempre al centro il bambino e le sue attività che lo portano a scoprire. Tutto è proposto con amore e rispetto

LA SCUOLA SENZA STRESS

Lunedì 3 febbraio dalle 15 alle 18 al Teatro Dal Verme di Milano si terrà la conferenza Scuola senza stress organizzata dalla David Lynch Foundation con il patrocinio della Provincia di Milano. Verranno presentati i risultati pratici dell’’applicazione del metodo Momento di quiete in classe che prevede due pause di 10 o 15 minuti all’inizio e alla fine delle lezioni per praticare la tecnica antistress denominata Meditazione Trascendentale. Queste pause di quiete permettono ai giovani di avere una mente più fresca, di sentirsi più riposati ed espandono la loro capacità di imparare. Il programma, già adottato in centinaia di scuole per prevenire lo stress che minaccia il benessere e le capacità di studenti e insegnanti, ha permesso di migliorare i risultati scolastici e il clima in classe, ridurre i disturbi dell’apprendimento, l’ansia, la depressione, la violenza giovanile, le dipendenze e l’abbandono degli studi. Tra i relatori oltre al regista David Lynch, che sarà ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa su Raitre il 2 febbraio, ci saranno tra gli altri: Giovanna Finocchiaro che parlerà dell’applicazione della meditazione in una scuola della Sicilia e Rossano Maset, psicologo, Direttore del progetto Scuola senza stress, che centrerà il suo intervento su

LA SCUOLA STEINERIANA – Pedagogia Waldorf – di Elena Sivieri

Premesso che parlare della Pedagogia Waldorf (fondata da Rudolf Steiner, filosofo e pedagogista austriaco) è opera impegnativa per la vastità e la ricchezza dei contenuti, mi fa piacere condividere con voi la mia esperienza di mamma di due ragazzi che hanno frequentato la scuola steineriana. La mia prima figlia ha frequentato la scuola Steiner dalla terza elementare alle scuole medie e mio figlio, che sta frequentando l’ultimo anno di Liceo scientifico, ha iniziato il percorso all’asilo. Ho avuto modo di vedere all’opera questa meravigliosa pedagogia nelle sue infinite sfaccettature: i ragazzi oltre alle materie canoniche che si insegnano in tutte le scuole, imparano a suonare uno strumento musicale, a lavorare la creta e scolpire il marmo, a recitare e cantare in coro, dipingere,  lavorare a maglia e a telaio. Le attività artistiche e manuali si affiancano alle singole materie in perfetta sinergia, stimolando le forze di crescita e lo sviluppo organico dell’allievo. Le materie artistiche in quest’ottica non sono viste come un’acquisizione di competenze in più rispetto alle materie tradizionali ma sono parte integrante della didattica. La base della pedagogia di Rudolf Steiner è fornire al bambino in crescita gli strumenti necessari alla sua formazione non partendo però da un