I love focusing

I LOVE FOCUSING

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I LOVE FOCUSING

Sono stata al lavoro tutto il giorno e verso le 17 mi chiama mia mamma per dire che papà non sta bene. Ha 89 anni ed è malato da parecchio tempo. Non mangia e non beve abbastanza. Vado a casa loro, chiamo l’ambulanza e lo portiamo all’ospedale più vicino. So già cosa mi aspetta perché sono anni che facciamo questa vita. Il Pronto Soccorso non sembra così affollato ma prima che un medico lo veda passano 5 ore. Lui non reagisce e non parla, mi sembra moribondo. In queste ore d’attesa lo rivedo giovane e forte, avventuroso e pieno di humor, sportivo ed elegante. Non è mai stato bello ma non ho mai incontrato un altro uomo così capace di trasformare la vita di chi ama. Quante cose mi ha insegnato!!! Ormai sono anni che ha mollato, non gli piace essere vecchio e non vuole vivere così ma non è facile morire, non si muore a comando e credo abbia sbagliato i conti… troppi anni di non vita prima di riuscire ad andare oltre. Ho male agli occhi e credo di aver preso una congiuntivite. Quando finalmente il medico lo vede mi guarda e dice così, come prima frase – “Finirà come dovrà finire!” Lo guardo e gli rispondo secca: – ” Come tutti!.” …   mi guarda sorpreso … “intanto si può fare qualcosa?”  – “Si, è disidratato” . Lo

Focusing, una piacevole sorpresa

  Mi sono avvicinata al Focusing e l’ho esperimentato con un facilitatore, un Counselor del Centro Wonder Mamy. Ho deciso di condividere le mie riflessioni  dal punto di vista del “cliente” perché mi ha stupito, già dal primo incontro, scoprire quante informazioni sono “contenute” nel mio corpo, nelle mie  cellule. Sembra impossibile che, nei muscoli, nervi e ossa il corpo mantenga, nel tempo, una memoria da “elefante”. Riuscendo a dialogare con lui ho potuto ripescare scorie rimosse a livello cosciente, che si annidano tra fasci nervosi, costole, cervicali, colonna, nervo sciatico ecc. La prima volta che ho provato a “focalizzare” il messaggio che il corpo mi ha mandato, ho faticato a rimanere nelle sensazioni fisiche senza usare subito la testa per descriverle. Ho iniziato ad ascoltarle con calma, prestando attenzione a quello che sentivo e ho scoperto quanto le sensazioni fossero strettamente collegate anche alle emozioni. Percepivo il respiro trattenuto dall’ansia, dalla fretta e dal concedersi poco spazio nel torace che  non riusciva ad espandersi liberamente. Quando mi è stato chiesto che simbolo potevo trovare per dare un significato a ciò che sentivo, mi è venuta alla mente la parola “gabbia”,  da gabbia toracica, che poi rimanda alla gabbia che

PERCHÉ AMO IL FOCUSING E ONORO GENDLIN

La genialità di Eugene Gendlin, padre del Focusing, mi ha regalato uno strumento di grande valore. E potrei dire che gli sono grata per almeno quattro buone ragioni. 1)Grazie al Focusing ho imparato a contattare la saggezza del corpo e in questo modo ho acquisito informazioni preziose per affrontare le varie situazioni che si presentano nella mia vita di ogni giorno e posso così sentire qual’ è la direzione più giusta da prendere per me. 2)Il Focusing è anche uno strumento semplice e naturale che mi consente di prendermi cura di me stessa, delle mie ferite e storture in maniera amorevole. 3)Ma la cosa più straordinaria è che la pratica del Focusing  ha ridato valore al mio sentire, ora ho fiducia nella mia verità, scritta nel mio corpo. E’ una fiducia in me stessa ‘morbida’, che lascia posto anche alla conoscenza e alla saggezza degli altri. 4)E…ciliegina sulla torta, se solo lo voglio, mi consente di scendere a un livello in cui percepisco il mio “Essere profondo”  o “Vero Sé” o “Spazio Sacro” ….. (ognuno lo chiami come preferisce). E da questo “Stato dell’Essere” percepire la mia vita e la realtà che mi circonda in un modo più ampio e