Pianto

PIANGE…UN RICORDO DI OTTO ANNI FA

Eravamo finalmente a casa, noi e il nostro cucciolo di 3,750 kg e da bravi neo-genitori desideravamo prenderci cura di lui nel migliore dei modi. Ore 7.00: fiato alle trombe, che la prima poppata abbia inizio. Ore 7.15: il neo-papà, esitante, esce di casa “allora io vado…devo…ciao…se hai bisogno chiama, mi raccomando…allora vado”. Doppio bacio. ”Vai, stai tranquillo, ce la caveremo…fame-pappa, sonno-nanna, pianto-cacca…semplice, no?”… Ore 10,30: l’eccitato papà rientra “wow, un’altra poppata, aveva già fame?”, ”No…veramente è sempre la stessa…non dà cenno di essere sazio, vuole rimanere attaccato, sarà normale?”. Eccolo qua, il subdolo tarlo si insinua.  Non è che dobbiamo dargli delle regole? Il libretto di istruzione, ricevuto con le dimissioni dall’ospedale, riguardo all’allattamento diceva chiaramente: “ogni tre ore, un quarto d’ora a destra, un quarto d’ora a sinistra”…ma com’è che con lui non funziona così? E se poi prende il vizio? Eccone qua un altro, un bel tarlo paffuto che fa capolino…e si prospetta uno scenario da incubo: il bimbo che mangia quando vuole e quanto vuole, niente più orari, niente più certezze…aiutoooo!!! Idea! Diamogli noi il ritmo, al limite piangerà (e che sarà mai!), poi gli passerà e capirà che non può fare quello che vuole. Allora