Dipendenze

TI AMO SOLO SE … DIPENDENZA AFFETTIVA

“È cosi facile curarsi degli altri per ciò che io penso che siano, o vorrei che fossero, o sento che dovrebbero essere. Curarsi di una persona per quello che è, lasciando cadere le mie aspettative di ciò che essa dovrebbe essere per me, lasciando cadere il desiderio di modificare questa persona in armonia con le mie esigenze, è la via più difficile, ma anche la più maturante, verso una relazione intima più soddisfacente” Carl Rogers Anna Salvadori – psicologa e psicoterapeuta e Claudia  Rolandi  counselor e focusing trainer condurranno un gruppo quindicinale di psicoterapia e  counseling il  lunedì 16-17.30  o  il venerdì 18.30 -20  TEMA: LA DIPENDENZA AFFETTIVA Tutti noi siamo esseri sociali, nasciamo affamati, oltre che di latte, anche di relazione, contatto e protezione. E anche dopo, crescendo, le cose non cambiano, la totale indipendenza è impossibile tanto meno auspicabile in quanto siamo tutti dipendenti in qualche modo gli uni dagli altri e continuamente alla ricerca di affetto, approvazione e di conferme che nutrano e ci aiutino a formare e mantenere un sano livello di autostima. L’amore, è un bisogno primario universale che ci porta fuori dalla nostra dimensione individuale per incontrare ” l’altro” con cui creare una relazione

DROGA …COME EVITARLA

PREVENZIONE non è conoscenza di come si attua la DIPENDENZA ma dei motivi per cui la si desidera Giovedì scorso al centro Wonder Mamy, la serata ‘Droga…come evitarla’, condotta dalla nostra psicoterapeuta Silvia Pelizzi, si è svolta in atmosfera raccolta e informale che ha favorito l’interazione e il coinvolgimento dei presenti. E’ stato affrontato il tema ‘caldo’ della responsabilità educativa dei genitori nel caso di figli inclini alla dipendenza, con una particolare attenzione al ruolo delle madri. La prevenzione si occupa proprio di questo, di intercettare e modificare i comportamenti genitoriali che possono favorire nel bambino e futuro adulto, maggiore fragilità, minor autostima e di conseguenza una predisposizione all’uso di sostanze psicotrope e non solo. Ci sono quindi atteggiamenti e condotte nell’educazione dei figli che che favoriscono la dipendenza, non solo da sostanze, ma anche per esempio da gioco, da Internet o da cibo? La dottoressa Pelizzi ha dedicato molto spazio al distinguo tra colpa e responsabilità dei genitori, sgombrando quindi il campo da dubbi sul bisogno di trovare il colpevole in un ottica semplicistica di causa-effetto. Una legge fondamentale, la prima legge che ci aiuta a sgombrare il campo, dice che il bambino è reattivo e la mamma dovrebbe,

DROGA…COME EVITARLA

Occhiali psicologici per guardare la dipendenza Per guardare la Dipendenza utilizzo un vertice osservativo alternativo alla criminalizzazione (sono tutti delinquenti da mettere in galere), alternativo alla medicalizzazione (sono tutti ammalati diamogli i farmaci così guariscono). Il vertice osservativo che uso  è psicologico, non sociologico, non politico , non economico. Da questo vertice la droga può essere vista come una automedicazione, inadeguata, che un soggetto utilizza per curare una sofferenza indicibile (cioè che non può essere pensata né raccontata), confusa, in parte inconsapevole ma comunque molto intensa. Infatti il rendersi consapevoli dei motivi e raccontare la propria sofferenza è parte indispensabile della cura. La droga può essere una sostanza psicoattiva che può chiamarsi ad esempio cocaina, eroina, ecstasy; può essere una modalità di affrontare la vita come il lavoro compulsivo, una modalità di relazionarsi con le persone come il sesso compulsivo ma può essere anche gioco d’azzardo, cibo, alcolismo,l’uso internet o di videogiochi. Il Dipendente non può fermare il comportamento rituale, anche se il continuare è devastante per lui. Noi umani, diversamente dagli animali, nasciamo tutti dipendenti ed impieghiamo molto tempo ad essere “indipendenti”. La legge italiana sancisce che diventiamo “grandi” a 18 anni. Durante questo percorso di definizione della nostra