capricci

IN CODA AL SUPERMARCATO … OVVERO I CAPRICCI

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I CAPRICCI NON ESISTONO

…ma esistono i bambini che li fanno e i loro sentimenti. I bambini non hanno strumento migliore per esprimersi, è con il loro comportamento e non con le parole che riescono a “spiegare” come stanno e cosa sentono, sia quando stanno bene, sia quando stanno male. Quando i bambini si arrabbiano e si oppongono ci mostrano con forza, e naturalmente senza filtri (e che bambini sarebbero!), tutte le emozioni che stanno vivendo. I capricci mettono in difficoltà, il bambino aggressivo e oppositivo minaccia la nostra autostima, mette in discussione il nostro ruolo educativo e ci spinge al conflitto. Un muro alzato farà da confine sul quale ingaggeremo estenuanti battaglie e lunghe trattative. Prima o poi uno dei due soccomberà e l’altro penserà di averla avuta vinta. Ma un conflitto, per definizione, lascia sempre entrambi gli antagonisti feriti e frustrati, per questo bisogna imparare a tutti i costi a spostare il conflitto da un approccio vinci-perdi a uno senza perdenti, passare dalla lotta di potere alla contrattazione. Come fare a passare dallo scontro al confronto? Intanto ci aiuterà pensare che dietro a quel capriccio c’è un bambino che con il suo comportamento sta cercando di esprimere, come può e come sa,