Parliamo di…

CAMBIARE…CHE STRESS!

Con la fatica che si fa ad “essere”, figuriamoci se viene voglia di “diventare”! In effetti, in prima battuta, la parola cambiamento sa di fatica, di rinuncia e di paura. Ma la questione non può essere archiviata così…la realtà in cui siamo immersi è un po’ più complessa e variegata e poi, se c’è una cosa certa a questo mondo, è proprio il cambiamento. Il cambiamento è un processo assolutamente naturale e spontaneo e quindi inevitabile. La vita stessa è cambiamento, fin dalla nascita il nostro corpo si modifica insieme al nostro modo di pensare, ai nostri desideri e bisogni. Anche tutt’intorno a noi è in costante modificazione, come il naturale alternarsi delle stagioni, il succedersi del giorno con la notte, il ciclo della luna e delle maree. Noi essere umani, per contro, siamo molto affezionati all’idea di esseri coerenti, sempre uguali a noi stessi per tutta la vita, in termini di abitudini, valori, gusti e soprattutto opinioni. Questo ci rassicura molto e convinti di conoscerci bene, rincorriamo l’illusione di sapere sempre cosa vogliamo, come comportarci e cosa non va bene per noi. Ma sarà vero? Se proviamo ad ascoltarci bene, soprattutto in certi momenti della nostra vita accompagnati da

OGNI BAMBINO È UNICO

Non è vero che tutti bambini sono uguali… I bambini, soprattutto nei primi anni crescono velocemente, cambiano aspetto e comportamento di continuo, acquisendo sempre maggiori abilità, competenze e senso d’identità. Per adattarsi alle nuove situazioni e ai differenti bisogni dei loro bambini, le mamma e i papà hanno bisogno di trovare dentro di loro una buona dose di creatività e flessibilità, cosa non sempre facile. La carta stampata da sempre e ora anche i nuovi social, per non parlare poi delle trasmissioni televisive ad hoc, pullulano di genitori alle prese con i misteri della crescita che rivolgono accorati appelli ad esperti e non solo, alla ricerca di una spiegazione convincente, di un consiglio furbo o di una soluzione definitiva. Perché cercare al di fuori di noi la soluzione? Perchè rivolgersi ad una persona ‘esterna’ per trovare il senso di ciò che succede tra noi e i nostri figli? L’urgenza di trovare la “soluzione” al problema, la poca fiducia nel nostro istinto, il bisogno della  conferma di essere buoni genitori,  potrebbero essere alcuni dei motivi che inducono a pensare che fuori di noi si possano trovare la soluzione e la risposta, quella giusta, che scioglieranno il problema come neve al sole.

IL PRIMO REGALO

Il primo regalo del tuo bimbo: la cacca Guardate il sorriso beato del vostro bimbo mentre vi annuncia “cacca!”. È il suo primo dono d’amore, la creazione consapevole, fatta nel vasino apposta per voi. Ed è proprio lì, in quel momento fatale e cruciale, che si decide il destino della sua futura generosità. Quando la mamma mostra di apprezzare il dono, il piccolo è incoraggiato a riproporlo, mettendoci tutto se stesso: un’autentica offerta di sé, fatta col pancino ma soprattutto col cuore. Un filo di quel suo sguardo soddisfatto sopravvive anche nell’adulto, ogni volta che porge un dono e fa qualcosa per gli altri, convinto di privilegiarli, mettendo al loro servizio le sue competenze e i suoi ideali, la sua creatività. Ed è proprio su questo che può scivolare, convinto di offrire, come il piccolino alla sua mamma, qualcosa di eccezionale, per cui essergli grato e se non viene apprezzato si arrabbia o si dispera. Pensierino su cui riflettere: dal vasino alla laurea si è cresciuti e forse con quel dono prezioso si va semplicemente in cerca di un applauso incoraggiante,  un segno di stima e gratitudine o forse soltanto di accettazione. Pensierino della sera: la nostra vita è un

PANNOLINO…QUANDO TOGLIERLO

Quando le tue amiche ti raccontano con orgoglio delle gesta precoci dei loro bimbi “le ho tolto il pannolino e nel giro di due giorni non me l’ha più chiesto” o la suocera di turno con un’espressione inquisitoria chiede “ma perchè, la creatura porta ancora il pannolino???” diventa sempre più difficile gestire il livello dell’ansia da scadenza mancata che sale, sale, sale… Come è difficile non allarmarti quando la maestra del nido ti avvisa, con occhiata di malcelata sfida, che all’asilo il bambino se lo aspettano già ‘spannolinato’ altrimenti…altrimenti che?…boh ma intanto il pensiero ‘se non mi sbrigo il mio sarà l’unico ad averlo ancora all’asilo‘ scatena la sindrome da Bianconiglio di Alice nel paese delle meraviglie: “è tardi, è tardi, bisogna andare, fare…sforzare”. Ma a casa la realtà è ben diversa, nonostante tutti i vasini dalle forme zooforme di questo e di altri pianeti, malgrado il riduttorr dal disegno accattivante che troneggia malinconico nel tuo bagno, tuo figlio si rifiuta categoricamente di farla se non nell’apposito pattello. Le hai provate tutte, con le buone, i castighi, le promesse e i ricatti, niente la produzione continua a rimanere un fatto intimo e privato tra lui e quel pezzo di carta