Cosa dice l’avvocato

Introduzione

Una piccola rubrica per affrontare argomenti “grandi”. Quasi cinquant’anni fa il giurista Arturo Carlo Jemolo, affermò che “la famiglia è un’isola che il mare del diritto dovrebbe solo lambire…” E’ un pensiero che può essere sicuramente condiviso ma ad una condizione: che entrambi i coniugi siano disposti a …tenere lontano il diritto affidandosi al buon senso, alla stima reciproca ed alla correttezza. Quando però, uno dei due coniugi sceglie di percorrere la strada del diritto allora si deve necessariamente percorrerla entrambi. Nell’affrontare questa rubrica intendo quindi affermare il principio che, in materia di famiglia, una lunga causa è faticosa, costosa e snervante per tutte le parti coinvolte direttamente e anche per chi non è direttamente coinvolto come i figli. Massimo spazio quindi alla ricerca di un incontro che serva a smussare gli spigoli e salvaguardi la tranquillità di tutti. Ove questo non sia possibile, cercherò di fornire tutti gli strumenti per affrontare un eventuale processo, senza creare illusioni e offrendo un chiaro obiettivo da raggiungere. Avremo modo di parlarne….

DIVORZIO…

E’ noto a tutti che fino ad oggi, per procedere con la separazione o il divorzio tre anni dopo la separazione, occorre ricorrere al Tribunale anche per la separazione consensuale o il divorzio congiunto. I tempi necessari, variabili da tribunale a tribunale, non sono certamente compatibili con le aspettative di chi, raggiunto un accordo, vorrebbe sottoscriverlo al più presto davanti al Giudice per renderlo efficace. Le recenti modifiche potrebbero andare in questa direzione e, se definitivamente convertite in legge, semplificare di molto la procedura. LE NOVITA’ IN TEMA DI SEPARAZIONE E DI DIVORZIO Al fine di alleggerire il lavoro dei Tribunale, l’art. 6 del D.L. 12 settembre 2014, n. 132 ha introdotto la negoziazione di convenzione assistita per giungere alla separazione o al divorzio o per modificare precedenti condizioni. Al momento (settembre 2014) la norma non è in vigore e occorrerà attendere la conversione in legge (entro il 12 novembre) e valutare eventuali correzioni. Vediamo intanto, già da oggi, come è pensato l’impianto della norma . Come funziona. Con la negoziazione assistita da un avvocato i coniugi -vedremo poi in quali casi- possono concordare le condizioni della separazione e del divorzio ovvero modificare le precedenti pattuizioni o condizioni. Il procedimento

DIRITTO DI FAMIGLIA NEWS

  Avv.  Massimo Tucci Il decreto legislativo n. 154\2013, entrato in vigore il 7 febbraio 2014, ha apportato diverse modifiche al diritto di famiglia, tra le quali una diversa definizione e un mutamento dei legami tra genitori e figli e tra nonni e nipoti.   – RESPONSABILITA’ GENITORIALE Una prima innovazione riguarda la potestà genitoriale, ridefinita responsabilità genitoriale dall’art. 39 del D.lsg n. 154\14 che modifica l’art. 316 c.c. stabilendo che la stessa sia esercitata di comune accordo da entrambi i coniugi, e in caso non sia riconosciuta ad entrambi il genitore “escluso” potrà comunque vigilare sull’educazione, sull’istruzione e sulle condizioni di vita dei propri figli. Il genitore infatti non è più unicamente titolare della potestà genitoriale, ossia del diritto/dovere di decidere, ma ha una vera e propria responsabilità e dunque, anche se privato della stessa, il genitore pur non potendo decidere rimane comunque responsabile. Non si tratterà più, dunque, di stabilire se a fronte di una separazione sia da adottare l’affidamento condiviso oppure quello prevalente presso il padre o la madre: entrambi i genitori rimangono infatti, come si è detto, responsabili nei confronti dei propri figli, anche in assenza di potestà genitoriale. – DOVERI VERSO I FIGLI L’art. 40

COSA ACCADE DOPO LA SEPARAZIONE

Avv. Massimo Tucci Proviamo ora ad esaminare cosa accade dopo che il tribunale, in sede di separazione consensuale o di separazione giudiziale (con provvedimenti quindi definitivi) o con provvedimento provvisorio adottato all’udienza presidenziale, abbia definito l’assegno di mantenimento dei figli minori ponendolo a carico del genitore presso il quale non sono collocati i ragazzi. I tre provvedimenti che ho ricordato sopra hanno tutti efficacia esecutiva: ciò significa che il coniuge “creditore”(sto parlando di figli minori, naturalmente) ha diritto di agire esecutivamente senza ulteriore ricorso al giudice. Sarà quindi sufficiente, dopo avere svolto alcuni adempimenti burocratici in cancelleria (copie autentiche, formula esecutiva ecc.), intimare al coniuge inadempiente il pagamento del dovuto e procedere successivamente al pignoramento di beni mobili, immobili ed eventualmente la retribuzione corrisposta dal datore di lavoro. Il procedimento che ho descritto non richiede l’intervento del giudice che non dovrà quindi nuovamente ordinare al coniuge il pagamento ma, in seguito, dovrà limitarsi solamente a dirigere la fase esecutiva. La legge (art. 156 codice civile) consente che il coniuge possa chiedere al giudice di ordinare ai terzi debitori di somme periodiche all’altro coniuge (esempio classico: lo stipendio) di versare direttamente  al  coniuge beneficiario una parte della retribuzione direttamente all’avente diritto; ciò consentirebbe di