“L’Amico MetT” – intervista all’autrice

Io e Me(tT) workshop

“L’Amico MetT” – intervista all’autrice: Giovanna Ungaro di Montejaisi

Incontro Giovanna Ungaro di Montejaisi, esile quanto tenace signora di origine scozzese, dai modi raffinati e da un sorprendente senso dell’umorismo.

Una straordinaria leggerezza saldamente ancorata in profondità.

Vorrei parlare con lei del suo ultimo libro ma anche conoscere il percorso che l’ha portata a scrivere questo e il precedente nel 2010, intitolato Il Mediatore.

Sarà come aprire una finestra sulla complessità nella quale convivono più dimensioni e piani descrittivi ma conoscendo già Giovanna so che è in grado di rendere tutto quanto semplice e piacevole.

Anche il tuo secondo libro ribadisce il concetto che tra corpo e anima esiste un mediatore e che sia accessibile a tutti. A tutti chi?

Tutti coloro che ne sentono il bisogno, che vogliono capire o riuscire ad aiutare gli altri di più. A tutte quelle anime perse per mancanza di informazioni utili o per eccesso di informazioni inutili. A tutti offro una mappa, una griglia di orientamento.

Non c’è bisogno di essere credenti, tanto meno appartenenti ad un unico credo religioso. L’aver incontrato persone nella mia vita tanto diverse, mi ha sospinto a scegliere una strada laica per divulgare, cioè rispettosa di tutti.

Certe diversità avranno le loro motivazioni, faccio sempre un esempio: se fossi nata Tuareg molto probabilmente non sarei cattolica ma islamica.

Quanto di ciò che spieghi esistere nei tuoi libri è frutto di documentazione e consultazione, quanto di intuizione e quanto invece di una sperimentazione su te stessa e sugli altri.

Studio e consultazione un terzo, il resto equamente diviso. In quanto alle originali scoperte, come ad esempio la dimensione dell’Arco Matrice di cui nessuno ha mai parlato, inizialmente la conoscenza è stata sul ‘percepire’.

La sequenza in super sintesi potrebbe essere intuizione-percezione-deduzione-conferme o critiche…

Da chi?

Dai ‘piani superiori’ ai quali sono arrivata con la preghiera nei momenti del dolore. Dopo l’avvenuta conferma/ampliamento cominciava la sperimentazione, portata avanti per 20 anni.

Se il metacorpo è così importante anzi fondamentale perché è nascosto alla vista?

Si tratta di una invisibilità temporanea. E’ nascosto ai sensi esterni ma è percettibile a quelli interni, cioè alle facoltà dell’anima e noi nasceremmo per evolverci. Evoluzione spirituale comporta riunirsi all’anima e pertanto poter esprimere le sue potenzialità.

Il tempo dell’oblio si è dilatato a causa della cultura materialistica che ha contributo ad addensare la sua griglia che era lo era meno quando le persone venivano educate moralmente, eticamente e religiosamente.

Leggendo i tuoi libri ho notato che sono pieni di informazioni, messaggi e contenuti descrittivi ma che contengono pochissime ritualità, cosa che invece mi sarei aspettata da un libro che affronta temi come l’anima e il divino che c’è fuori e dentro di noi.

La ritualità è il mezzo studiato dalle varie tradizioni per alzare le vibrazioni e raggiungere i ‘piani superiori’, per riunirsi all’anima, per riunificarsi prima in sé e poi al resto.

Premettendo che per me tutti i mezzi sono validi (infatti sono stati rivisitati) io consiglio i tre più sicuri: la preghiera, la meditazione, la solidarietà.

I riti sono stati codificati però in altre epoche e culture diverse. L’evoluzione attuale permette la maggior consapevolezza e per tanto una ritualità più semplice che ognuno può ritrovare anche in sé.

Ad un certo punto della tua vita hai capito che non potevi tenerti tutto quanto per te e che fosse ‘cosa buona e giusta’ aiutare gli altri a ricordare che non sono solo una mente in un corpo… quasi fossimo davanti ad un fenomeno di amnesia generale.

Come l’ho ricordato io lo possono fare tutti. La mia aspirazione è che gli altri lo possano trovare nella gioia invece che nella sofferenza come è stata la mia storia.

Per aiutare gli altri a ricordare chi sono e chi possono diventare rendo disponibile quanto appreso e sperimentato attraverso i miei libri, le conferenze e ultimamente con dei corsi strutturati.

Leggendo il tuo libro scopriamo che ognuno di noi nasce dotato oltre che di un corpo anche di un Metacorpo costituito da quattro dimensioni più sottili, che oltre a nutrire e a proteggere è portatore della nostra peculiare storia o meglio del nostro Karma. Questo vuol dire che nasciamo tutti quanti già con un destino?

 Ritengo che si nasca con un temperamento dell’anima preciso, con un indole in divenire e con un progetto spirituale da realizzare, se lo si ritrova.

Come vivremo la nostra esistenza è di libero arbitrio mentre ritengo che certi incontri siano dovuti. Si nascerebbe con dei crediti e con dei debiti e tra i debiti ci sarebbero le persone a cui abbiamo recato o da cui abbiamo ricevuto un danno.

I debiti vanno pagati.

Siamo pieni di risorse e potenzialità e una volta raggiunti ci possono aiutare a vivere meglio, sciogliendo e trasformando nodi e problemi che ci mettono in condizioni di superare le difficoltà.