HALLOWEEN E IL MIO BAMBINO

IL SIGNIFICATO DA SENSO ALLA VITA

Non ci sono più le mezze stagioni, fosse solo questo il problema!
È che non ci sono più neanche le stagioni, intese come i susseguirsi di eventi e tempi naturali. Lontano da campi e animali abbiamo perso confidenza con la ciclicità della vita e ci sfugge il vero significato di gesti, riti e abitudini antiche quanto l’uomo. Vale anche per la festa dei morti che fa discutere tanto i suoi detrattori quanti i suoi sostenitori:  “festa commerciale,  festa macabra, vogliamo scimmiottare ancora una volta gli americani…” alcune delle frasi più gettonate !
Qualche bambino avrà avuto il permesso di festeggiare qualcun altro no, ma io come counselor e ricercatrice spirituale ma soprattutto come madre, ho sentito il bisogno forte di sottrarmi all’inganno sterile di schierarmi da questa o da quest’altra parte.

Anche mio figlio, attratto dall’atmosfera carnevalesca e dalla possibilità di riempirsi le tasche di dolcetti rivendicava il suo diritto di festeggiare, come per altro ha fatto, con ancora più convinzione, grazie a quello che aveva saputo delle origini antiche della festa, celebrata da sempre è un po’ ovunque nel mondo.

“Chi erano i Celti e dove era la Gallia e i Druidi chi erano mamma?”  “Aspetta  vado a prendere i miei vecchi Asterix”.
E così tra un fumetto, un racconto storico e qualche buon sito in Internet, abbiamo con leggerezza parlato di storia, di religione, di geografia, di miti e di tradizioni e riflettuto insieme su quale potesse essere il significato psicologico di questo appuntamento.

Rovistando nel sacco dei doni di questo capodanno pagano, ad esempio abbiamo trovato il tema dell’attesa paziente e del rispetto dei tempi naturali delle cose, molto utile per i bambini di oggi abituati ormai ad avere tanto con poca attesa insieme al tema della magia, del mistero della vita che ci offre la  possibilità di affidarci con fiducia ad essa come fa il seme con la terra apparentemente morta, riposando ma custodendo gelosamente una promessa di nuova vita.

Tante, tantissime domande e un ascolto curioso e attento. I suoi occhi, quelli di un bimbo di nove anni si sono riempiti di stupore e interesse mano a mano che la trama delle relazioni tra le cose formava  un quadro ricco e autentico della storia a cui anche lui, in quanto essere umano su questa terra, appartiene e dal quale anche lui proviene.

Dare senso mettendo in relazione le cose fra loro è uno di quei grandi doni che come adulti possiamo fare a chi è venuto dopo di noi, contribuendo così allo  scorrere del fiume della vita.

Come genitore ho lasciato andare volentieri la responsabilità di decidere se farlo festeggiare a mio figlio o no e mi sono presa invece volentieri il compito di riempire Halloween di contenuti che dessero forma e senso alle parole, ai gesti e ai simboli per non lasciarlo da solo a scimmiottare banalmente ciò che vedeva fare agli altri.
Desidero per lui che si chieda sempre il perché delle cose e che possa trovare il desiderio di celebrare i momenti di passaggio importanti della sua vita,  grazie alla conoscenza del significato che hanno, per se stesso ma anche per chi l’ha preceduto.

Un doveroso tributo alla moltitudine di uomini e donne che prima di lui hanno vissuto, amato, sofferto e combattuto e dalla cui storia anche lui, come tutti, proviene.