DIRITTO DI FAMIGLIA NEWS

 DIRITTO DI FAMIGLIA fondo

Avv.  Massimo Tucci

Il decreto legislativo n. 154\2013, entrato in vigore il 7 febbraio 2014, ha apportato diverse modifiche al diritto di famiglia, tra le quali una diversa definizione e un mutamento dei legami tra genitori e figli e tra nonni e nipoti.

 

RESPONSABILITA’ GENITORIALE

Una prima innovazione riguarda la potestà genitoriale, ridefinita responsabilità genitoriale dall’art. 39 del D.lsg n. 154\14 che modifica l’art. 316 c.c. stabilendo che la stessa sia esercitata di comune accordo da entrambi i coniugi, e in caso non sia riconosciuta ad entrambi il genitore “escluso” potrà comunque vigilare sull’educazione, sull’istruzione e sulle condizioni di vita dei propri figli. Il genitore infatti non è più unicamente titolare della potestà genitoriale, ossia del diritto/dovere di decidere, ma ha una vera e propria responsabilità e dunque, anche se privato della stessa, il genitore pur non potendo decidere rimane comunque responsabile.

Non si tratterà più, dunque, di stabilire se a fronte di una separazione sia da adottare l’affidamento condiviso oppure quello prevalente presso il padre o la madre: entrambi i genitori rimangono infatti, come si è detto, responsabili nei confronti dei propri figli, anche in assenza di potestà genitoriale.

DOVERI VERSO I FIGLI

L’art. 40 del sopra menzionato decreto ha modificato l’articolo che disciplina il concorso dei genitori nel mantenimento dei figli, l’art. 316 bis c.c., che conformandosi al nuovo concetto di responsabilità, impone ai genitori di adempiere agli obblighi nei confronti della prole, secondo le proprie capacità di lavoro professionale o casalingo, obbligando anche gli ascendenti (i nonni) nel caso in cui i genitori non avessero mezzi sufficienti.

- DIRITTI DEGLI ASCENDENTI

Al sopra menzionato dovere in capo agli ascendenti corrisponde, allo stesso tempo, il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni ed in caso di impedimenti frapposti da uno dei genitori o da entrambi i genitori,  codesto diritto è giuridicamente tutelato, avendo gli stessi la possibilità di adire un giudice che deliberi sul punto, avendo comunque riguardo all’interesse del minore.

I nonni, dunque, avranno sempre il diritto di vedere i propri nipoti anche in assenza di matrimonio  posto che non esiste più alcuna distinzione tra figli naturali, figli illegittimi e figli adottati, ora tutti equiparati e definiti semplicemente figli.

Tali principi vengono enunciati dall’art. 42 D.lgs n. 154\13 che ha modificato l’art. 317 bis c.c.

- POSSESSO DI STATO E DISCONOSCIMENTO

L’art. 12 D.lgs n. 154\13 ha modificato  l’art. 237 c.c. riguardante gli atti costitutivi del possesso di stato di figlio, eliminando alcuni elementi prima necessari, quali avere sempre portato il cognome del padre e essere stato mantenuto dal padre.

Il disconoscimento può essere richiesto dal padre e dalla madre, unicamente nei primi cinque anni di vita del figlio, con termini più brevi a seconda del verificarsi di determinate circostanze. A dispetto dal passato, ove era sufficiente la sola dichiarazione della madre, oggi è necessario provare che non vi sia alcun rapporto di filiazione.

Una volta che il figlio avrà raggiunto la maggiore età potrà chiederlo in qualsiasi momento senza limiti di tempo.

- ASCOLTO DEI MINORI

Potranno essere ascoltati i figli che abbiano compiuto gli anni 12 e quelli di età inferiore purchè dotati di capacità di discernimento in tutte le questioni e le procedure che li riguardano. La parola dei figli acquista dunque rilevanza.

Il decreto legislativo n. 154\2013, entrato in vigore il 7 febbraio 2014, ha apportato diverse modifiche al diritto di famiglia, tra le quali una diversa definizione e un mutamento dei legami tra genitori e figli e tra nonni e nipoti.

- RESPONSABILITA’ GENITORIALE

Una prima innovazione riguarda la potestà genitoriale, ridefinita responsabilità genitoriale dall’art. 39 del D.lsg n. 154\14 che modifica l’art. 316 c.c. stabilendo che la stessa sia esercitata di comune accordo da entrambi i coniugi, e in caso non sia riconosciuta ad entrambi il genitore “escluso” potrà comunque vigilare sull’educazione, sull’istruzione e sulle condizioni di vita dei propri figli. Il genitore infatti non è più unicamente titolare della potestà genitoriale, ossia del diritto/dovere di decidere, ma ha una vera e propria responsabilità e dunque, anche se privato della stessa, il genitore pur non potendo decidere rimane comunque responsabile.

Non si tratterà più, dunque, di stabilire se a fronte di una separazione sia da adottare l’affidamento condiviso oppure quello prevalente presso il padre o la madre: entrambi i genitori rimangono infatti, come si è detto, responsabili nei confronti dei propri figli, anche in assenza di potestà genitoriale.

- DOVERI VERSO I FIGLI

L’art. 40 del sopra menzionato decreto ha modificato l’articolo che disciplina il concorso dei genitori nel mantenimento dei figli, l’art. 316 bis c.c., che conformandosi al nuovo concetto di responsabilità, impone ai genitori di adempiere agli obblighi nei confronti della prole, secondo le proprie capacità di lavoro professionale o casalingo, obbligando anche gli ascendenti (i nonni) nel caso in cui i genitori non avessero mezzi sufficienti.

- DIRITTI DEGLI ASCENDENTI

Al sopra menzionato dovere in capo agli ascendenti corrisponde, allo stesso tempo, il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni ed in caso di impedimenti frapposti da uno dei genitori o da entrambi i genitori,  codesto diritto è giuridicamente tutelato, avendo gli stessi la possibilità di adire un giudice che deliberi sul punto, avendo comunque riguardo all’interesse del minore.

I nonni, dunque, avranno sempre il diritto di vedere i propri nipoti anche in assenza di matrimonio  posto che non esiste più alcuna distinzione tra figli naturali, figli illegittimi e figli adottati, ora tutti equiparati e definiti semplicemente figli.

Tali principi vengono enunciati dall’art. 42 D.lgs n. 154\13 che ha modificato l’art. 317 bis c.c.

- POSSESSO DI STATO E DISCONOSCIMENTO

L’art. 12 D.lgs n. 154\13 ha modificato  l’art. 237 c.c. riguardante gli atti costitutivi del possesso di stato di figlio, eliminando alcuni elementi prima necessari, quali avere sempre portato il cognome del padre e essere stato mantenuto dal padre.

Il disconoscimento può essere richiesto dal padre e dalla madre, unicamente nei primi cinque anni di vita del figlio, con termini più brevi a seconda del verificarsi di determinate circostanze. A dispetto dal passato, ove era sufficiente la sola dichiarazione della madre, oggi è necessario provare che non vi sia alcun rapporto di filiazione.

Una volta che il figlio avrà raggiunto la maggiore età potrà chiederlo in qualsiasi momento senza limiti di tempo.

ASCOLTO DEI MINORI

Potranno essere ascoltati i figli che abbiano compiuto gli anni 12 e quelli di età inferiore purchè dotati di capacità di discernimento in tutte le questioni e le procedure che li riguardano. La parola dei figli acquista dunque rilevanza.