IL FOCUSING E LA SAGGEZZA DEL CORPO

Si può senz’altro dire che il focusing sia un “processo di auto-consapevolezza”. Ciò su cui si fa luce (focusing, appunto) è il modo in cui questo nostro corpo vive ogni esperienza, problema, relazione, etc., e come li riassume con una “sensazione significativa” percepita nel corpo e chiamata Felt Sense. Quando parliamo di corpo nel Focusing intendiamo l’organismo intero: corpo fisico, emotivo, mentale, energetico e quant’altro… In una parola il nostro intero “essere al mondo”. Il Felt Sense è il più delle volte una sensazione vaga e oscura, che compare un attimo e poi scivola di nuovo nel subconscio. La nostra cultura, basata prevalentemente sul “capire”, non ci ha addestrati a darle importanza, inoltre all’inizio sembra poco promettente. Eppure contiene tutta la complessità e tutte le connessioni relative all’esperienza in questione. Con delle tecniche appropriate si apre e ci consente di accedere  quel di più che il corpo sa rispetto alla mente, la famosa “saggezza del corpo” appunto. Inoltre il Felt Sense contiene “implicito” il prossimo passo avanti rispetto alla situazione in questione, e questo perchè è fatto di una complessità che contiene la trama della nostra storia passata, i significati attuali, il nostro modo di relazionarci con noi stessi, con gli altri e con la vita, nonchè le nostre speranze e paure per il futuro… In realtà il Felt Sense non è una cosa sconosciuta, abbiamo a che fare con esso ogni momento della nostra vita, solo che non ci facciamo troppo caso. Immaginate di incontrare qualcuno che amate, se fate attenzione noterete che sentite nello stomaco qualcosa che assomiglia alle bollicine dello champagne, oppure vi si allarga il cuore, ecc… Se qualcuno vi grida contro qualcosa di sgradevole e ingiusto vi sentite come se aveste ricevuto un pugno nello stomaco o come se aveste un vulcano nello stomaco che sta per esplodere, ecc… E’ stata la genialità di un uomo a notare questo nostro particolare modo di registrare e simbolizzare i vissuti a livello corporeo. E sempre lui, assieme ai suoi collaboratori, ha ideato le chiavi per aprire questa porta ed entrare nel nostro mondo interiore. Quest’uomo è Eugene Gendlin, psicologo, filosofo e accademico piuttosto famoso negli USA e in tutti i paesi in cui il Focusing si è diffuso. Gendlin, tra l’altro, è stato discepolo e poi collaboratore di Rogers, uno dei padri fondatori della psicologia umanistica. La sua scoperta è avvenuta nell’ambito di una grossa ricerca che ha fatto per l’Università di Chicago più di 30 anni fa, quando era a capo del dipartimento di psicologia. Lo scopo di tale ricerca era capire perchè la psicoterapia, il più delle volte, era così lunga e poco efficace. A sorpresa, risultò che ciò che faceva la differenza tra una terapia andata a buon fine o meno era l’abilità che alcuni clienti possedevano di mettersi in contato col “sentire” del corpo rispetto ai propri vissuti. L’indirizzo della scuola psicologica e persino la bravura del terapeuta risultarono molto meno importanti di ciò che ci si aspettava ai fini della buona riuscita della terapia. Poichè questa particolare abilità che alcuni clienti possedevano sembrava fare la differenza tra il successo e il fallimento, Gendlin, assieme ai suoi assistenti, cercò di comprenderla prima e di insegnarla poi a chiunque volesse impararla. Così nacque il Focusing, e man mano che si faceva luce su questa particolare forma di “vissuto corporeo” si comprese che chiunque poteva imparare a contattarlo a proprio beneficio. In realtà sarebbe più esatto parlare di riappropriarsi di una facoltà che già possediamo, il “sentire-percepire”, che è in disuso o largamente sottovalutata dalla nostra cultura a favore del “capire”. Il Focusing è un processo di autoconsapevolezza, facile e sicuro, che chiunque può imparare ad usare, ma è anche uno strumento prezioso in molti ambiti: psicoterapia, counseling, scuola, body-work, medicina, formazione, creatività, meditazione… I bambini poi sono dei focalizzatori naturali, basta aiutarli a fidarsi di ciò che sentono, prima che la nostra cultura, basata più sul capire, li distolga dal corpo e dal sentire.