Halloween – una riconsiderazione di Maria e Gioia

Il primo novembre, camminando nei giardini dietro il mio studio, guardavo i bambini mascherati per Halloween. Erano tutti orgogliosi di indossare denti da vampiro, maschere da teschio o parrucche sparute ornate di ragnatele.

Questa è la parte carnevalesca e divertente della festa ma guardandoli mi sono chiesta:  cosa è rimasto del vero significato di Halloween, della festa celtica di Samain, inizio dell’anno celtico? Il momento dell’anno in cui il confine tra i due mondi è più sottile!

Segnando un momento di passaggio tra due periodi dell’anno molto diversi, Samain era considerata una porta facile da oltrepassare  per mettersi in comunicazione con il soprannaturale, con gli spiriti che preferivano la stagione invernale rispetto a quella estiva. Nel buio della notte del 31 agli spiriti era concesso tornare nelle loro abitazioni per rifocillarsi prima dell’inverno. Grandi falò sacri venivano accesi durante le celebrazioni con intenti benefici, i Druidi e gli esperti di arti magiche utilizzavano le arti divinatorie  per prevedere gli eventi dell’anno a venire, vaticinavano e coglievano presagi per proteggere la popolazione. Era una notte gioiosa dove si intrecciavano riti propiziatori, pratiche magiche e culto dei morti. E qui, forse, sta una delle maggiori differenza tra il nostro festeggiare Halloween o la festa dei  morti, proprio  nella visione della morte dei Celti e delle vecchie religioni rispetto  alla nostra visione attuale.

La morte oggi è qualcosa di orribile che ricorda putrefazione, teschi e disfacimento della carne. La contrapposizione definitiva tra chi è andato e chi è ancora qui. La fine di tutto. Non abbiamo più riti di passaggio che aiutino ad arrivare a quel momento con più serenità, con una visione, come quella celtica, di trasformazione in vista di una rinascita. A differenza della visione attuale del tempo che è diventata lineare, nelle antiche culture la visione del tempo era ciclica e la morte, come nella carta dei Tarocchi, rappresentava trasformazione.

Di fronte all’entrata di New Grange (famosa area archeologica in Irlanda) c’è una lastra di pietra con una serie di spirali di tipo doppio.

                                                                             doppia spirale grande

La doppia spirale nell’antica religione della Dea Madre e in quella Celtica e in altre ancora, rappresenta l’androgino primordiale, l’armonizzazione dinamica di SOLE/LUNA, LUCE/BUIO, NASCERE/MORIRE… infatti seguendone i contorni dall’esterno fino al centro si incontra l’inizio di un’altra spirale che  riporta fuori dal labirinto …nascere/morire/…nascere… I Druidi trasmettevano le loro Conoscenze solo attraverso la tradizione orale perché credevano che “chi fosse ritornato si sarebbe ricordato”. La morte allora diveniva meno paurosa, definitiva e misteriosa, un momento di passaggio e trasformazione, una possibilità di comunicare con chi era nell’altro mondo e non aveva più niente di spaventoso.

Mi piace pensare che la serata di Halloween ( Hallows Eve o la vigilia di un momento sacro) possa essere vissuta come un vero contatto, sano e costruttivo con chi ha vissuto prima di noi. Senza sedute spiritiche o travestimenti horror.

Semplicemente percependo dentro di noi la verità del sentire di chi ci ha preceduto, contenuta nel patrimonio genetico di ciascuno.

Allora abbiamo invitato Gioia De Marzi a condurre una Costellazione Familiare tra amiche ed è stata un’esperienza d’amore bellissima, in cui abbiamo potuto “sentire dentro”, la verità di chi è nato prima di noi, o di chi ha vissuto con noi solo per poco tempo e poi “ci ha lasciati”…

E’ stato questo il dono della Costellazione Familiare che abbiamo vissuto insieme: “uno spazio e un tempo” in cui abbiamo ritrovato le persone della famiglia che “non ci sono più”. Un momento in cui abbiamo visto che con alcuni di loro, esistono dei “legami” che ci impediscono a volte, di vivere appieno la nostra vita e le nostre relazioni. Infine abbiamo potuto sperimentare che c’è la possibilità di “sciogliere” quei legami, rimanendo comunque uniti nel cuore con tutti i nostri cari…
Allora abbiamo invitato Gioia De Marzi a condurre una Costellazione Familiare tra amiche ed è stata un’esperienza d’amore bellissima.

Maria Dionisio

Il contatto con chi ci ha preceduti, avviene attraverso “l’ascolto” del Campo Cosciente o Campo Morfogenetico di cui parla Rupert Sheldrake, che è simile ai campi descritti dalla Fisica Quantistica e che permette di avere accesso a una dimensione in cui tutte le informazioni che riguardano un Sistema e ne spiegano i comportamenti sono presenti  in modo contemporaneo:  Passato, Presente e Futuro sono “UNO”.

In questo Campo, c’è collegamento e interazione continua tra i componenti, al di là del tempo e dello spazio. Qui le informazioni circolano e aggiornano chi ne fa parte. All’interno di questo “Grande Campo” che ci contiene tutti come umanità, ci sono “campi più piccoli” che riguardano le famiglie.

E’ indagando in questo Campo, che Hellinger circa 40 anni fa, mentre svolgeva il suo lavoro di psicoterapeuta,  ha cominciato a trovare alcune risposte sulla sofferenza delle famiglie. Ha cominciato a vedere che c’era un “ordine” all’interno dei Sistemi Familiari, “un ordine naturale”, che se violato aveva delle conseguenze per i componenti di quel sistema: dal disagio nelle relazioni, fino alla malattia e alla morte di qualcuno dei membri.

Nel continuare la sua ricerca e delineando un metodo di intervento sul Campo, che ha appunto chiamato Costellazioni Familiari, Hellinger ha potuto sperimentare, che l’ordine può essere ripristinato e quando questo avviene tutti stanno bene: vivi e morti.

Inoltre ha scoperto che esiste un’altra “legge” che regola i Sistemi familiari, quella del “diritto di appartenenza, per cui nessuno può essere escluso dal Campo e  se questo succede, c’è sempre qualcuno della famiglia che se ne fa carico, cosa che genera ancora un nuovo disordine e altre conseguenze.

Le Costellazione Familiari non sono magia dunque, ma un’esperienza che permette di osservare cosa si muove all’interno di un Sistema Familiare, e oggi a distanza di tanti anni di ricerca è possibile trovare molto materiale pubblicato sia da Hellinger che dai suoi allievi che operano ormai in tutto il mondo. In futuro potremmo magari approfondire anche in questa sede altri aspetti della parte teorica.

Fare una Costellazione Familiare, permette di “accendere una luce” nella nostra storia personale per vedere nello specifico, quanto di quello che stiamo vivendo sia legato alla storia dei nostri genitori o dei nostri antenati, con cui siamo sempre collegati e con i quali a volte, pur volendo altro nella nostra vita, finiamo per condividerne il destino.

Potremmo scoprire ad esempio, che non riusciamo ad avere un figlio perché nella parte più profonda di noi stessi, siamo ancora coinvolti con la famiglia di origine, verso cui mettiamo ancora così tanta energia, da non averne per “generare”.

Potremmo accorgerci che ci stiamo facendo carico del dolore e della sofferenza di un genitore, al punto che non riusciamo a godere la nostra vita con tutte le piccole e grandi cose che ci offre.

Potremmo renderci conto che nella vita non stiamo avendo “successo” nel lavoro o non ci siamo sposati, perché condividiamo senza rendercene conto il destino di un antenato…

Potrei fare un lungo elenco di esempi, ma penso che le Costellazioni Familiari, siano una di quelle cose in cui l’esperienza valga più di mille parole, pertanto aggiungo solo qualche informazione su come si svolgono.

Una Costellazione Familiare generalmente si fa in gruppo, ma è possibile farla anche individualmente. Chi chiede di fare la sua costellazione, sceglie un rappresentante per ogni componente della sua famiglia, compreso/a sé stesso/a.  I rappresentanti, vengono disposti nello spazio  e sono invitati a porre l’attenzione al corpo, per connettersi con “un sentire profondo” da cui cominciano ad arrivare le informazioni. Quello a cui si assiste ogni volta con sorpresa è che ad un certo punto, anche se i rappresentanti non conoscono  niente dei familiari che rappresentano, ne mettono in luce le caratteristiche, i modi di fare, i vissuti profondi e i legami che hanno con tutti i membri del sistema. Tutti sono invitati ad assecondare in modo naturale i movimenti del corpo che danno a chi conduce, segnali precisi su cosa è rimasto bloccato nel sistema, perché possa eventualmente essere “sciolto”. Se necessario si aggiungono altri rappresentanti.

Tutto è fatto in una dimensione silenziosa di ascolto e si osserva “ciò che accade” all’interno del Sistema. A volte si chiede ai rappresentanti cosa stanno vivendo per poi  suggerire quelle frasi, che negli anni Hellinger ha visto essere utili a riportare ordine tra i componenti del Sistema. L’utilità delle frasi è confermata dai cambiamenti immediati e visibili nelle persone, e nella nuova armonia che emerge tra le persone.

Tutto questo permette a chi vede messa in scena la propria costellazione, di  “fare pace con il passato”, “vivere con più forza nel presente”, e “andare verso il futuro con maggiore leggerezza”.

Potremmo dire che le Costellazioni Familiari oggi, possono offrire un modo diverso di celebrare Halloween e di connettersi con la Morte, scoprendo nell’esperienza, che essa non è la fine di tutto, ma solo un passaggio a una nuova dimensione.

Potrebbe diventare davvero una “festa” che può essere vissuta non solo una volta l’anno, quando il confine tra i due mondi è più sottile, come dice la tradizione Celtica di Samain ma tutte le volte che una persona sente il bisogno di ritrovare le proprie “radici”, per comprendere un po’ di più  il senso della propria appartenenza umana, nella consapevolezza che NASCERE/VIVERE/MORIRE è solo un diverso modo di ESISTERE…

Gioia De Marzi

Nuovi gruppi di Costellazioni Familiari in programma per settembre 2017